Beni culturali

23 12 2011

Nel nostro paese è un problema molto conosciuto, e l’ultimo esempio lo abbiamo avuto dopo il sisma che ha colpito l’aquilano. Parliamo di beni culturali che qui in Italia non di rado coincidono con gli edifici di culto.

Come abbiamo già avuto occasione di raccontarvi, i luoghi che hanno ospitato la nostra spedizione sono stati colpiti, poco prima del nostro arrivo, da un fortissimo sisma.
Proprio durante una delle tappe del nostro viaggio, abbiamo potuto vedere con i nostri occhi e documentare i danni che questo sisma ha prodotto al patrimonio artistico e culturale di questa terra. Nello specifico, ci riferiamo allo Dzong di Lingshi.

Dzong

Lo Dzong di Lingshi

Dzong 2

Verso lo Dzong di Lingshi

Questo edificio, luogo di culto e di spiritualità, rappresenta il crocevia religioso e politico di una comunità, ed è stato seriamente danneggiato dal sisma del 18 settembre 2011. Un luogo che ha subito ferite profonde, difficili da rimarginare in questo angolo poverissimo del pianeta dove ogni cosa accade solo grazie al durissimo lavoro delle popolazioni che con caparbietà abitano e questi luoghi, meravigliosi quanto duri e inospitali.

Per assurdo sono proprio le ferite dello Dzong, immortalate nelle nostre fotografie, a parlarci della durezza di questi luoghi e della vulnerabilità ai movimenti tellurici che generazione dopo generazione rimane immutata. Questa è la storia di una lotta impari tra gli uomini delle montagne e le incontenibili forze della terra, ogni volta che la terra trema gli edifici vengono ricostruiti cosi come li vediamo nei nostri scatti, con materiali poveri e pietre che non si incastrano alla perfezione a causa dei loro profili stondati.

Danni allo Dzong di Lingshi

Senza entrare in merito alle valutazioni sulla vulnerabilità degli edifici o alle carenze strutturali delle costruzioni in questo angolo del mondo, la nostra vuole esse una testimonianza delle ferite di un luogo sacro, del perenne confronto tra l’uomo e la natura e della forza con la quale un popolo difende il proprio spazio vitale.

(Foto di Massimo Ziino realizzate con Canon EOS 5D Mark II)





Bhutan Dhenzang Travels

15 11 2011

Non è nostra intenzione mantenere segrete quelle informazioni preziose che possano aiutare altri “viaggiatori”. La parola collaborazione ha per noi un significato ben preciso e quantomai importante. Non si intraprendono spedizioni in luoghi remoti e difficili senza avere come valore di base la ferma volontà di collaborare e di mettere in condivisione informazioni che possono essere utili ad altri.

In questa ottica vi vogliamo presentare un nostro amico e collaboratore, la Bhutan Dhenzang Travels.

Questo non è un messaggio pubblicitario, come potreste pensare, è lo spunto per condividere con voi l’importanza di avere dei contatti professionali e affidabili nei luoghi dove intendiamo vivere le nostre avventure. Il supporto di un team logistico in loco, infatti, consente di affinare la preparazione della spedizione come non sarebbe possibile fare dall’Italia. Questa amicizia per noi ha voluto dire poter partire per lo Snowman trekking e riuscire a completare la spedizione senza il minimo intoppo.

Avere a disposizione questo tipo di supporto, infatti, ci ha permesso di risolvere davvero tanti problemi, come la cancellazione del volo per Paro quando siamo atterrati a Delhi, il trovare gli yak quando servivano, l’avere dei contatti preziosi in ogni villaggio che abbiamo attraversato. Ricordatevi che non si improvvisano spedizioni avventurandosi alla cieca, ma si preparano con precisione minuziosa iniziando anche molto tempo prima.

Detto questo, vogliamo rivolgere un ringraziamento particolare alla Bhutan Dhenzang Travels che, dietro le quinte, ha permesso di dedicarci completamente alla nostra stupenda esperienza.





Altri ricordi

15 11 2011

Il nostro amico e compagno di avventura, Andrea, ci ha inviato alcuni scatti che vi proponiamo immediatamente.
Per noi che le pubblichiamo non sono soltanto luoghi ma un concentrato di emozioni e sensazioni. Mentre sto facendo l’upload dei file mi sembra di percepire nuovamente una frizzante sensazione nelle narici. Il vento che fa scorrere le nubi lungo la nuda roccia fino ai tetti dorati del “Nido della Tigre“. L’aura mistica che pervade quel sacro luogo.

Noi che abbiamo vissuto profondamente questa spedizione porteremo sempre dentro certi ricordi, custodendoli come all’interno di uno scrigno, pronti a svelarsi non appena toccati dalla giusta chiave. In questo caso la chiave sono le belle immagini di Andrea.

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Monastero di Taktsang

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Bambino di un villaggio

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Preghiere tra le montagne

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Yak al pascolo

Ringraziamo Andrea per aver voluto condividere le sue fotografie.





Post produzione e conversione

15 11 2011

Dopo il rientro ci siamo quasi illusi che i “lavori faticosi” fossero terminati, ma la grande quantità di foto scattate e di video girati ci hanno subito riportato con i piedi per terra. Il lavoro vero e proprio comincia adesso, in Bhutan abbiamo affrontato un’impresa faticosa e difficile ma non certo noiosa come l’elaborazione delle immagini.

La nostra grande fortuna risiede nel fatto che ogni immagine ha fermato un istante emozionante, una scheggia della nostra bellissima esperienza. Riaprire queste fotografie conduce la nostra mente in quei luoghi, ci porta quasi a percepire le sensazioni, i profumi che ci hanno circondato per un mese intero. L’esperienza rivive oggi in questi scatti che sono impressi nei cuori cosi come nelle memorie allo stato solido delle fotocamere.

Tecnicamente stiamo convertendo i file memorizzati dagli apparecchi Canon, dal formato RAW in file JPEG. Per farlo utilizziamo il software presente nel CD in dotazione alle stesse fotocamere.
Per capirci, senza la pretesa di essere esaustivi, la tecnica Raw, che in inglese significa “grezzo”, consiste in un particolare metodo di acquisizione e memorizzazione dei dati che descrivono un’immagine. Questo formato permette di non avere nessuna perdita di qualità nella registrazione, qualunque supporto di memoria venga utilizzato. Possiamo quindi affermare che un’immagine salvata in formato RAW, non subendo praticamente nessuna elaborazione al momento dello scatto (essa infatti contiene i dati grezzi cosi come catturati dal sensore) è l’equivalente digitale di un negativo, esposto ma non sviluppato.

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Differenza tra l'acquisizione in RAW e JPEG

Il formato RAW è però molto pesante e mentre si presta a complicate post-elaborazioni per le foto professionali, è poco utilizzabile per la pubblicazione sul web o per l’utilizzo che la maggior parte di noi fa delle delle fotografie.

L’altra attività che ci tiene impegnati è quella di mettere insieme le immagini prodotte dai partecipanti alla spedizione, organizzarle nel migliore dei modi e raccoglierle in un DVD che possa contenere, almeno in parte, le emozioni vissute in terra bhutanese.
In cuor nostro speriamo che questo lavoro possa trasmettere, a coloro che lo vedranno, quelle sensazioni bellissime che ci hanno spinto e sostenuto nell’avventura appena terminata.

A presto per le prossime notizie.





Qualche giorno di riposo

7 11 2011

Ci siamo riposati per ben due giorni, cosa alla quale non eravamo più abituati. Adesso che il nostro impegnativo cammino sui sentieri si è concluso, è venuto il momento di tirare le somme su questa spedizione e di raccontarvi quel qualcosa in più che la distanza e le limitazioni tecnologiche ci hanno impedito di fare durante il viaggio.

A brevissimo pubblicheremo una serie di resoconti sulle attrezzature utilizzate e un interessante racconto dei retroscena di questo Snowman Trekking 2011, da questi potrete capire quanto sia importante una eccellente organizzazione per affrontare esperienze di questo genere.

Infine, prima di darvi appuntamento ai prossimi eventi, vi abbiamo riservato alcune interessanti sorprese in termini di materiale fotografico, video e utilissime informazioni sull’itinerario.

Continua a seguirci, anche se le montagne sono state archiviate non è ancora arrivato il momento di salutarci.





Stato di emergenza…

5 11 2011

Stiamo tornando verso casa, e dalla nostra “sala controllo” ci hanno avvisato di passare per la Bologna – Firenze. Questo per evitare la zona di Genova e la Parma – La Spezia, dove sono ancora in corso le operazioni di soccorso per le alluvioni degli ultimi giorni.

I nostri pensieri vanno alle vittime di questi giorni e ai loro cari. Invitiamo tutti a riflettere sulla necessità di vivere responsabilmente il territorio, e di non arrendersi davanti a un malcostume che relega la prevenzione all’ultimo posto delle priorità.

L’esperienza appena conclusa in Bhutan ci insegna che un rapporto di simbiosi con la natura è possibile. L’ambiente non è “cattivo”, siamo noi a non rispettarlo, sono le persone a sbagliare. Ci uniamo al dolore per le vittime di questa tragedia, nella speranza che questa volta i veri responsabili inizino a pagare.

A presto.





Italia

5 11 2011

Ci troviamo su di un furgone diretto a Lucca, l’avventura in terra d’oriente è finita.

Siamo stanchissimi ma carichi di emozione, tra poche ore abbracceremo coloro che ci hanno aspettato così tanto. La nostra avventura non avrebbe potuta essere eccezionale senza il gusto del ritorno da chi amiamo.

A domani, quando inizieremo il resoconto dell’impresa.